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Testimonianze
Questa sezione è dedicata alle storie che riguardano gli esseri umani nel loro interagire con gli animali.
 
L'Eutanasia, serve veramente a non far soffrire l'animale?
L'eutanasia del proprio animale è un momento terribile e indelebile nella storia di un proprietario. Cerco sempre di non arrivare a questo punto, ma spesso l'idea che il proprio animale soffra, la pressione effettuata dalle strutture veterinarie porta il proprietario a compiere un gesto del quale si pentirà amaramente. Non dico che dobbiamo lasciar soffrire gli animali inutilmente, ma penso che il mezzo dell'eutanasia venga usato con troppa leggerezza, per colmare vuoti terapeutici che la medicina ufficiale ha in casi cosidetti "incurabili".

Sono numerosi i miei pazienti che vivono una vita accettabile e che dovevano essere eutanasizzati. Per cui stiamo attenti alle pressioni psicologiche che ci fa gente che non sa affrontare la sofferenza. Qui di seguito la lettera di una cliente a cui avevo sconsigliato l'eutanasia del suo cane.

Buongiorno, solo ora riesco a seguire il suo suggerimento di provare a spiegare come mi sento dopo che Jerry Lee mi ha lasciato. Forse dovrei dire dopo che l'ho costretto a lasciarmi perchè aver acconsentito ad addormentarlo per sempre mi ha lasciato dentro rimorsi e dubbi. Lui stava male e a me è mancato il coraggio di rischiare di vederlo (forse) soffrire. Non posso non pensare però che esisteva anche la possibilità che se ne andasse naturalmente senza grosse sofferenze. Certo non sò e non lo saprò mai, se la paralisi alle zampe posteriori era reversibile e se le emorragie interne che ogni 2- 3 giorni arrivavano erano anche dolorose oltre che debilitanti. Ora stò male perchè mi manca tantissimo, la casa mi sembra assurdamente vuota e silenziosa e il peso della sua assenza è talmente grande da sembrare irreale. Ho scelto di seppellirlo e purtroppo lo penso spesso lì sotto terra chiuso nel sacco di plastica. Anche di questo mi sono pentita. Quel giorno ero come in trance e il responsabile del cimitero mi sconsigliò la cassa perchè il legno sarebbe marcito in tre mesi, ma ora insisterei per quel riparo anche temporaneo.

L'immagine di lui là sotto si alterna con la sua ultima ora di vita, quando lo abbiamo messo in macchina ed era così contento, quando ha abbaiato agli altri cani durante il tragitto e quando non voleva lasciare il "suo" posto in macchina alla vista del vet che lo prendeva in braccio. Poi nello studio tutto è precipitato, durante l'ecografia ha cominciato a sanguinare forte dal naso, i vet che dicevano che non coagulava più e io lì immobile come una statua. Lei, dottoressa, è stata molto gentile con me. Ha tentato di aiutare Jerry Lee in tutti i modi ma forse era troppo tardi per una cura omeopatica, avrei dovuto iniziare prima. Mi ha comunque regalato la speranza che stavo cercando di curarlo,mentre la medicina ufficiale si era arresa con lui. E non mi ha dato solo iniezioni o granuli per lui, ma anche comprensione e disponibilità. La mia ansia alimentata dalla preoccupazione mi ha spinto a telefonarle giornalmente, a volte anche due volte al giorno, di questo mi scuso. Grazie di tutto Patrizia Cartoni.
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